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Giovanni Bulgari

Giovanni Bulgari

Giovanni Bulgari, dopo anni d’apprendistato tra i gioielli di famiglia, in marzo ha inaugurato, con il padre Paolo, una vigna con cantina in Toscana, e produce olio in Umbria con le tre sorelle.

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GIOVANNI BULGARI

GIOVANNI BULGARI, DOPO ANNI D’APPRENDISTATO TRA I GIOIELLI DI FAMIGLIA, IN MARZO HA INAUGURATO, CON IL PADRE PAOLO, UNA VIGNA CON CANTINA IN TOSCANA, E PRODUCE OLIO IN UMBRIA CON LE TRE SORELLE.

La narrazione delle rasserenanti vite sul crinale agreste-alcolico prosegue con il più giovane, Giovanni Bulgari, che a fine dello scorso marzo ha ufficialmente inaugurato, con una deliziosa festa paesano-cosmopolita (dalla banda del paese all’attore Riccardo Scamarcio, da capre e oche starnazzanti all’artista Luigi Ontani, fino a un gruppo di rockers anni Sessanta, capelloni per parrucca, che sono poi tutti risultati affermati professionisti), Podernuovo a Palazzone (frazione di San Casciano dei Bagni, al confine tra Toscana, Umbria e Lazio), 22 ettari di vigna con cantina, progettata da Massimo Alvisi, la cui socia (e moglie) giapponese, Junko Kirimoto, s’è occupata di logo e grafica. Un’altra ruralità colta, impegnata nella salvaguardia di natura e paesaggio. Come spiega Giovanni Bulgari, “quando l’abbiamo acquistato – nel 2004 – il vigneto era abbandonato da tempo; è stato poi espiantato e sostituito con Sangiovese insieme ad altri vitigni (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Montepulciano, Merlot, Petit Verdot, n.d.r.) e, nel settembre 2012, siamo riusciti a presentare tre etichette, Therra, Argirio e Sotirio (il nome del bisnonno, n.d.r.). Mi sono subito votato alla cosiddetta ‘potatura soffce’, tecnica messa a punto da Simonit (Oscar del vino 2012 come miglior agronomo viticoltore, n.d.r.) & Sirch (preparatori d’uva e ideatori della Scuola italiana di potatura della vite con 12 sedi in Italia ed Europa, n.d.r.). La mia vigna è in pratica costituita solo da materiali naturali, biologici, e vengono utilizzati solo ricostituenti di alghe, ma non posso definirla biodinamica”.
Cos’ha spinto Giovanni Bulgari a lasciare il lusso per la madre terra? “Il mio lusso è vivere in campagna – risponde, sorridendo, il giovane viticoltore – Io non amo le città, nessuna, da sempre, è da quand’ero piccolo che avrei voluto vivere in campagna, dove la qualità di vita è molto più alta. Mia nonna, che è morta a 103 anni, aveva una casa a Frascati con una piccola vigna: io aiutavo durante le vendemmie e ben ricordo i torchi in legno e il locale cantina. Il vino che si produceva era terribile, ma mi sono innamorato del processo di lavorazione”. L’edificio-cantina di Podernuovo è armoniosamente inserito nell’ambiente, ne utilizza l’energia naturale in modo non invasivo, anche attraverso l’impianto fotovoltaico e quello geotermico (che, tra l’altro, permette il controllo delle temperature di vinificazione) ed è riuscito a ridurre a zero le emissioni di anidride carbonica.
Voluta da Giovanni e Paolo Bulgari, la Cantina Podernuovo (www.PodernuovoaPalazzone.it) a Palazzone (Siena), è stata realizzata su progetto dello studio romano Alvisi Kirimoto + Partners, che ha fatto in modo che il paesaggio attraversasse l’architettura e viceversa. 22 ettari di vigneto disposti tra i 340 e i 380 metri d’altitudine e coltivati a Sangiovese, Montepulciano, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot.

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